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Europa League 26/27: Juventus 2-2 Rennes: tra illusioni e amarezze
2-2. Niente tre punti per una Juventus che il sottoscritto aveva coraggiosamente pronosticato vincitrice per 3-0… Ma d’altronde, perché mai dovrei riuscire ad essere obiettivo? Scrivo articoli al vetriolo in cui sentenzio che questa rosa ha limiti strutturali spaventosi, e poi, al momento del pronostico, mi faccio tradire dal cuore e indosso la sciarpa.
Coerenza portami via.
Ma tralasciando i miei ben noti drammi psicologici e le sedute di autocoscienza che rimandiamo a data da destinarsi, cosa ci ha lasciato davvero il match contro il Rennes?

Partita buttata… che peccato. Ma il pareggio è il risultato corretto per quanto visto in campo. La premessa (dovuta) e il fattore “Pastore Sardo”
Come al solito, serve una premessa fondamentale: il Rennes è una squadra da livello Pastore Sardo. Senza nulla togliere alla nobile arte casearia, non hanno granché a che spartire con i sacri testi del football. Sesti in Ligue 1 — per carità, racchiusi in un fazzoletto di punti dall’alta classifica — ieri sera si sono presentati allo Stadium disputando un buon primo tempo, impreziosito dal nostro gentile contributo difensivo, nonostante il vantaggio iniziale firmato da Çelik.
La Juve non è minimamente riuscita a sfruttare l’ottimo abbrivio dei primi cinque minuti, facendosi puntualmente infinocchiare dalle ripartenze transalpine.
Ripeto: nulla di trascendentale, eppure i bianconeri sono riusciti nell’impresa di far sembrare due fenomeni assoluti un terzino sinistro di cui fatico persino a ricordare il nome (Nagida, se non vado errato) e un centravanti proveniente niente popò di meno che (soprattutto popò) dalla Giordania: Musa Al-Taamari, 29 anni, noto fenomeno del calcio-in-culo mondiale che ci ha fatto ammattire per novanta minuti.
Nel secondo tempo è emerso un briciolo d’orgoglio e la prestazione complessiva è inevitabilmente salita di livello.
Solo un fuorigioco millimetrico (e piuttosto dubbio) ha impedito ai ragazzi di Spalletti di ribaltare il match e portare a casa i tre punti. Ma, ad essere onesti fino in fondo, il pareggio fotografa fedelmente il campo: la vittoria avrebbe solo travestito da trionfo una serataccia che, di memorabile, non ha davvero nulla.
Processo ai singoli: tra catastrofi e sufficienze risicate
Scendendo nel dettaglio dell’analisi, in campo si sono visti veri e propri disastri tecnici e mentali. Prestazioni che non posso non definire inadeguate per una squadra che ambisce ai piani alti della Serie A.
- I peggiori della classe: Cambiaso, Koopmeiners, Kolo Muani e ieri pure un impalpabile Douglas Luiz hanno offerto una prova di pura involuzione. Giocate sbagliate in serie, scelte elementari buttate alle ortiche, zero attenzione e intensità difensiva pari a zero. Il nulla cosmico.
- La sufficienza di stima (o quasi): Non mi hanno esaltato neanche McKennie, Nico González e Gatti, ma almeno loro hanno buttato in campo quintali di energia e dinamismo. Di questi tempi, tocca farsene una ragione e accontentarsi… anche se il giallo rimediato da Gatti, per un fallo totalmente idiota, resta un’autentica sciocchezza per un difensore professionista.
- I salvabili: Voglio salvare Bremer in versione capitano, anche se da un leader della sua stazza mi aspetto sempre quel qualcosa in più. Hai la fascia al braccio: dov’è la leadership (Questa è una citazione per pochissimi, chi sa coglie) nei momenti di burrasca? Discreta anche la prova di Kelly, che per una volta non sembrava né Gene né la Kelly di Beverly Hills, ma un difensore (quasi) arruolabile tra i professionisti.
- Il portiere: Vicario ha fatto il suo, compiendo interventi importanti se paragonati alla voragine tecnica che avevamo tra i pali la scorsa stagione. Buona prova, avanti così.
- Le note liete: Mi sono piaciuti particolarmente Çelik, Kalulu e Woltemade. Non solo per i gol pesanti firmati dai nuovi innesti, ma soprattutto per la pulizia dei cross, la qualità e l’ordine geometrico che Kalulu garantisce ogni singola volta in cui mette piede in campo. E poi ci si chiede ancora perché sia diventato un titolare inamovibile…
Il verdetto: cosa resta di questa notte?
Amaro in bocca e la sgradevole sensazione di aver sprecato un’altra occasione, confermando la nostra allergia cronica alla continuità.
O forse no? Forse una continuità c’è eccome… quella di riuscire a essere costantemente ed esaltantemente imprevedibili (nel bene e, molto più spesso, nel male).
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Europa League 26/27 – III Turno: Juventus – Rennes
Si sta avvicinando la terza partita di Europa League della Vecchia Signora e quindi cosa potrà mai accadere?
Ma è ovvio: è ora della sfida più attesa dell’anno, il grande scontro… Pronostico vs Paul-nostico!
È infatti appena arrivato nella sede di NV il mitico, l’inimitabile, l’oracolo dei mari: il Polpo Paul!! 🐙🔮
Oggi pomeriggio guarderemo assieme il match: forse non ci sarà calcio spettacolo, ma sicuramente assisterò a calcio e tentacolo (merito la galera per quest battuta)!
Ma, un attimo, Paul vuole dire qualcosa a tutti i nostri lettori: Blub, Blob, Bloaaab!
Grazie, Paul, per queste bellissime parole cariche di saggezza e sale marino. Ci siamo commossi!
Ma ora bando alle ciance e partiamo subito con la sfida all’ultimo pronostico!
🆚 La tenzone: Pronostico vs Paul-nostico
Non mi voglio dilungare in inutili panegirici (anche perché non so cosa siano). Non conosco il Rennes ma voglio essere positivo nonostante la sconfitta di domenica con la Lazio: 3-0 per la Juventus ed i francesi tornano a casa con le ossa rotte.
E tu Paul cosa ne pensi?
Juventus – Rennes 1-1 (o forse 3-0? Dipende dai flussi d’acqua!)
Blub, blub! Dopo un’attenta immersione e aver studiato la traiettoria delle correnti, il nostro oracolo con le ventose si è diretto senza esitazione verso la vaschetta con la bandiera bianconera… per poi farci scivolare dentro un tentacolo all’ultimo secondo!
Secondo Paul, i francesi tenteranno le barricate e la gara si incattivirà a centrocampo: vede un 1-1 spigoloso, con la Juve a trazione anteriore ma punita nell’unica vera ripartenza del Rennes. Tuttavia, la risposta finale di Paul è stata: “Blob, blub, gol allo scadere!” — il che lascia aperta la porta a un clamoroso finale cardiopalma.
E voi da che parte state?
A breve vedremo chi avrà ragione!!
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Champions League: La classifica dopo la terza giornata
Prima di tuffarci nei numeri e nelle proiezioni, corre l’obbligo di fare i complimenti alle squadre italiane.
Dopo la débâcle (sì, si scrive proprio così con gli accenti giusti, ma chi se ne frega!) della seconda giornata, al terzo turno hanno fatto un en plein (oggi si va di lingue straniere) spettacolare vincendo tutte e quattro i rispettivi match:
- Roma – Slovan Bratislava 4-0
- Napoli – Bodø/Glimt 4-3
- Como – Manchester United 4-1
- Inter – Shakhtar Donetsk 1-0
Chapeau!
Cosa colpisce di questa classifica?

Classifica Champions League dopo la Terza Giornata Dando per scontate le posizioni di vertice delle solite corazzate — il PSG (a proposito: un grande in bocca al lupo a Kvara per il brutto infortunio, per lui la stagione rischia purtroppo di essere già finita), il Liverpool, l’Arsenal e le due giganti spagnole Real Madrid e Barcellona — fa un certo effetto vedere così in alto formazioni come Aston Villa, Betis Siviglia e Stoccarda.
Difficile credere che, al termine della League Phase (ancora? Ma oggi scrivere in italiano non mi riesce??) queste ultime tre riusciranno ad accedere direttamente agli ottavi senza passare dai playoff… beh, toh, forse l’Aston Villa potrebbe anche sperarci: d’altronde le squadre inglesi giocano ormai un altro sport rispetto al resto d’Europa.
Nel frattempo Manchester City e Bayern Monaco scalpitano, pronte a risalire la china per piazzarsi stabili tra le prime otto.
E per l’ultimo posto utile senza passare dalle forche caudine dei playoff?
Se dovessi scommettere un euro, punterei sull’Atlético Madrid di Simeone. Anche se, sotto sotto, mi piacerebbe che la favola Como (una “favola” sostenuta da centinaia di milioni di euro, sia chiaro!) riuscisse a fare il colpaccio definitivo.
Capitolo Italiane: cosa possiamo aspettarci?
Credo che alla fine almeno tre italiane su quattro riusciranno a qualificarsi tra le prime 24. Ho ancora qualche dubbio sul Napoli, ma spero davvero che la squadra di Max Allegri ce la faccia alla fine a strappare il pass.
No, non sto “gufando”, anzi! Spero sinceramente che la Champions League prosciughi le energie di queste big, distraendole dal campionato e lasciando un piccolo spiraglio alla Juventus per rincorrere un posto tra le prime quattro…okay, forse è solo una mera speranza 🙁.
Chi saluterà l’Europa già dopo la prima fase?
Chi vedo invece del tutto incapace di approdare al turno successivo? Squadre come lo Slovan Bratislava, il Viking, lo Slavia Praga, il Sabah (ma da dove spunta fuori??) e il LASK.
Per tutti gli altri posti a rischio eliminazione sarà una vera e propria bagarre per non finire fuori subito da questo torneo…un torneo che, noi tifosi bianconeri, possiamo solo guardare col binocolo (e con tanta invidia) 🙁.
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Chi ha fatto palo? Juventus – Altro che primi quattro posti: radiografia di una rosa senza anima
Mi fanno sorridere (in realtà ho il vomito) le analisi degli esperti per le quali la Juventus attuale dovrebbe essere una squadra da primi quattro posti in Serie A.
Premessa: fortunatamente nessuno, parlando di calcio, ha avuto il coraggio, dopo 7 giornate, di dire che la Vecchia Signora sia una squadra che possa puntare allo scudetto.
La Juve, in realtà, è una squadra da metà classifica!
Anche quest’anno purtroppo la campagna acquisti non si sta dimostrando all’altezza di… …all’altezza di cosa??
Dobbiamo renderci conto che da anni ormai la Juventus non è più quella società in grado di vincere lo scudetto per 9 anni consecutivi – facendo esplodere il fegato dei tifosi delle altre squadre (a volte fatico persino a citarle) dopo essere risaliti dall’inferno della Serie B.
E men che meno è la squadra che lottava per vincere la Champions League.
Chiusa questa ennesima premessa, analizziamo il parco giocatori per reparto.
In porta:
- Vicario: Ottimo portiere. Un deciso passo avanti rispetto a Di Gregorio, che intanto fa panchina anche al Bournemouth. Da confermare.
- Grabara: Si è “rotto” dopo un solo match … peccato, pareva un cambio interessante. Giudizio in sospeso
- Pinsoglio: Vabbè, lui fa il dj… Da confermare alla console.
Difesa:
- Bremer: Buon difensore, pessimo leader. Non ha più l’esplosività fisica pre-infortunio, ma è comunque il migliore del reparto. Da confermare, a patto che sia convinto del progetto (ah perché la Juve sta sviluppando un progetto?)
- Lucumì: Buon innesto dal mercato estivo. Anche nel suo caso, però, non siamo davanti ai grandi nomi del passato glorioso. Da confermare, in fondo non c’è quasi nulla di meglio da schierare
- Gatti: Il ragazzo dovrebbe avere molte più occasioni per scendere in campo da titolare. Purtroppo diversi allenatori non gli stanno dando fiducia. Io lo confermerei; evidentemente, chi siede in panchina non la pensa allo stesso modo.
- Kelly: Semplicemente non è un giocatore da squadra di alto livello. Da cedere.
- Kalulu: Lo metto in difesa, ma la duttilità è il suo vero punto di forza. È tra i pochissimi che difficilmente sbagliano una partita. Da confermare.
- Celik: Buon innesto. In campo non brilla, ma è molto ordinato. Da confermare.
- Cambiaso: Tolti i due mesi dello scorso campionato in cui ha brillato, è un giocatore che non ha più toccato livelli decenti. Svogliato. Spaesato. Da cedere.
- Cabal: Missing in action. Da confermare come oggetto misterioso, ma per il campo… da cedere.
A centrocampo:
- Locatelli: Bravo ragazzo, si impegna e ci mette l’anima. Ma se ripensiamo ai centrocampisti di qualche anno fa… Da confermare come cambio in panchina, non da titolare.
- Douglas Luiz: Sulla carta è il regista titolare. Lento, compassato, non lancia in verticale eppure… penso possa crescere ed attualmente è forse il nostro miglior centrocampista centrale. Da confermare.
- Sarr: Mi impressiona in fase di recupero palla, ma mi impressiona (in negativo) con la palla tra i piedi. È giovane e anche lui può crescere. Da confermare.
- Koopmeiners: Giocatore completamente fuori da ogni logica di squadra. Timoroso. Insicuro. Da confermare… no,fermi: da cedere senza se e senza ma.
- Thuram: Boh? Chissà in che condizioni tornerà in campo. Impossibile dare un giudizio senza vederlo all’opera… nel dubbio… da cedere previo pagamento di vile danaro.
Trequartisti:
- Conceição: L’ho sempre apprezzato, ma ultimamente lo vedo nervoso e prevedibile. Ha un unico movimento: rientro sul “piede buono” e tiro in porta. Da confermare, ma deve dare molto di più ed imparare a crossare!!!
- Zhegrova: Se fosse in forma lo farei giocare sempre. È altalenante, ma ha il tasso tecnico più alto di tutta la squadra. Da confermare, a patto che sia integro fisicamente.
- Boga: Il miglior acquisto della campagna di gennaio della scorsa stagione. Un infortunio l’ha frenato. Da confermare come riserva di lusso.
- McKennie: Sa fare tutto in maniera dignitosa. Non eccelle in nulla, tranne in questa sua esagerata duttilità (eh non posso farci niente se oggi ho sta parola in mente). Da confermare, ma non può essere un titolare inamovibile della Juventus che punta in alto.
- Nico González: Corre, si impegna, ma i mezzi tecnici sono limitati. Da confermare solo come alternativa, ma se arriva una buona offerta… da cedere.
In attacco:
- Yildiz: Indispensabile… se torna dall’infortunio! Da confermare.
- Kolo Muani: Un disastro come prima punta. Più interessante come seconda punta o ala. In ogni caso, non farei pazzie per trattenerlo.
- Woltemade: È alto ma non è forte di testa. È alto ma non sa coprire la palla con il corpo. Si è visto pochino, forse si completerebbe con Kolo Muani. Da verificare, ma ad oggi: da cedere.
- Milik: Missing in action. Da cedere.
- Alajbegovic: Il ragazzo ha talento. Ha i numeri, ma è impaurito: dopo le prime buone prestazioni si è nascosto. Rimane comunque un prospetto interessante. Da confermare.
- Ekhator: Lui manco è entrato in action… e chi l’ha mai visto?
Il verdetto
E quindi, tirando le somme, dove sarebbero gli uomini da primi quattro posti?
- Yildiz? Infortunato.
- Bremer e Conceição? Demotivati.
- Zhegrova? Relegato in panchina (quando va bene).
Dai, è inutile girarci attorno: siamo una squadra da Conference League… …forse.
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Juventus: Zero idee, zero personalità: questa Juve è un’illusione finita subito
Lo so, mi ripeto. Ma allo stesso tempo me ne frego.
Quanto visto ieri sera allo Stadium è stata un’offesa per tutti i tifosi bianconeri. È triste, ma bisogna ammetterlo: questa Juventus sta fallendo miseramente l’ennesima stagione. A ottobre siamo già fuori dalla lotta per lo scudetto.
Come dite? Mancano ancora 31 partite e ci sono 93 punti a disposizione? Sì, avete ragione! Siamo ancora in tempo per far salire il distacco dalla capolista a più di 100 punti!
Battute a parte, quello che ho visto ieri è stata una manifestazione di totale impotenza.
Lo ammetto: non me lo sarei mai aspettato dopo la rimonta di Vigo in Europa League. Credevo che finalmente fosse arrivata quella dose d’entusiasmo e quelle indicazioni di gioco capaci di farci compiere il salto di qualità. Nulla di più lontano da quanto si è visto in campo.

Zero personalità. Zero rabbia. Tanta delusione. Abbiamo preso gol al primo tiro della Lazio? Ma che c***o vuol dire?! Non abbiamo più in porta una nullità come Di Gregorio (attualmente fermo a 0 presenze in Premier), ma abbiamo il secondo portiere della nazionale italiana: Guglielmo Vicario.
Il problema, però, nasce già dalla difesa. Bremer non è più lo stesso giocatore pre-infortunio: la sua straripante fisicità è visibilmente calata, ma anche il livello di attenzione lascia a desiderare. Lo vedo svagato, meno aggressivo. Che fossero vere le voci secondo cui la Juventus gli stava ormai stretta?
Lucumí è un buon innesto, sicuramente superiore a Kelly e forse preferibile a Gatti, ma anche in questo caso non siamo di fronte a un fuoriclasse in grado di garantire il salto di qualità al reparto. Çelik (bravo a svolgere il compitino) e Kalulu sono due buoni interpreti che figurerebbero benissimo in squadre del calibro di Sassuolo o Bologna… ma qui siamo alla Juventus!
A centrocampo i dolori aumentano. Douglas Luiz, nonostante abbia riconquistato la nazionale carioca, non riesce a garantire un gioco rapido e verticale (ad essere sinceri ci riuscirebbe a fatica persino Andrea Pirlo, vista la totale assenza di tagli e inserimenti da parte dei compagni). Sarr, discreto in fase d’interdizione, sembra avere una bomba pronta ad esplodergli tra i piedi ogni volta che imposta. McKennie, invece, è il simbolo perfetto della mediocrità attuale: il fatto che riesca a sostituire i compagni in qualsiasi ruolo è emblematico del livello tragicomico della Vecchia (e sfiancata) Signora. L’americano ricopre una gran varietà di posizioni, tutte con risultati deludenti (e non rompetemi le scatole con i gol segnati la scorsa stagione, dato che per anni la Juve ha cercato di piazzare Weston fuori dalle balle).
Davanti, Nico Gonzalez è tanto fumo e qualità a livelli da far sanguinare gli occhi. Alajbegović nelle ultime due partite è svanito nel nulla: scarsa personalità? La maglia bianconera ha sempre pesato, ma ora la squadra è così priva di carattere che questi giocatori ne vengono rapidamente schiacciati (il nome Koopmeiners vi dice niente?).
Kolo Muani non è una prima punta: l’abbiamo capito tutti?
No! Spalletti continua a schierarlo da solo, lì davanti, nella desolazione più totale.
Già con l’innesto di Woltemade — un altro che non è un centravanti puro (per chi non lo sapesse: essere un palo della luce non implica automaticamente essere una punta d’area) — il francese è parso più dentro al gioco.
E arriviamo a te, Luciano. Ero convinto che fossi l’uomo giusto per ripartire. Comincio a pensare di essermi sbagliato.
11 punti dopo 7 partite: uno in meno di Tudor la scorsa stagione, due in meno di Thiago Motta… Urge il ritorno di Conte? Non lo so. Credo che questa rosa sia semplicemente incapace di competere per le prime quattro posizioni, a prescindere da chi ne sia l’allenatore.
Punteremo tutto sulla coppa? A questo punto lo spero… Ma come vi dicevo: sono rapido ad esaltarmi, ma sono altrettanto veloce nel deprimermi. E oggi sono semplicemente affranto.
Siamo già arrivati alla fine.
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Chi ha fatto palo? Juventus 0-3 Lazio: Ennesimo insulto alla nostra storia
Stupido io che mi ero illuso.
Stupido io che sono un tifoso “ignorante”, di quelli che ancora sperano che la Juventus sia la squadra con cui sono cresciuto: orgogliosa, spietata, affamata, incapace di arrendersi senza combattere.
Stupido io. Ma no, non sono solo!
Siamo in milioni a essere cascati di nuovo nella stessa trappola, a credere che bastasse una fiammata o il nome sulla maglia per ritrovare l’anima di un tempo.
Lo 0-3 subito stasera contro la Lazio non è solo una sconfitta: mi ha fatto semplicemente schifo. È stato uno spettacolo indegno, un’umiliazione casalinga che pesa come un macigno e che cancella qualsiasi scusa o alibi tattico.
In questo momento non ho né la forza né la voglia di mettermi a fare l’analisi tattica del match, di parlare di moduli, cambi tardivi o diagonali difensive sbagliate.
Userei toni troppo pesanti, e l’unica cosa che otterrei sarebbe quella di avvelenarmi ancora di più il fegato.
Ma la sensazione che resta dentro è una sola, ed è un macigno difficilissimo da mandare giù: che delusione, cazzo.
Vedere una squadra che passeggia, che subisce senza reagire, che sfoggia una superficialità disarmante di fronte a un passivo così pesante è un pugno nello stomaco per chi questa maglia la ama davvero.
Ci sono momenti in cui si può perdere, perché il calcio è questo. Ma c’è modo e modo. Stasera abbiamo visto la rinuncia, la mancanza di rispetto per la storia di questo club e per chi spende soldi, tempo e passione per sostenere questi colori.
Una sola verità emerge da questa notte buia: non siete degni di portare quella maglia.
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Pronostico vs Paul-nostico: il verdetto della settimana tra big match e gufate (o quasi)
Come ogni settimana, amici di Nostro Viaggio, non può mancare l’appuntamento più atteso, temuto e spietato del web: la supersfida tra il sottoscritto e il nostro oracolo di ventose preferito: Polpo Paul!
Per questo turno ho scelto due veri e propri piatti forti del nostro campionato. Mettetevi comodi, che qui si balla tra tattica, cuore e qualche sano eccesso di entusiasmo.
Le sfide di cartello
- Milan – Atalanta
- Juventus – Lazio
Bando alle ciance, vado subito con i miei pronostici.
Milan – Atalanta: lo scontro tra titani (del gol)
Il Milan e l’Atalanta arrivano a questo scontro diretto dopo aver timbrato il cartellino con due vittorie nei rispettivi turni di coppa. Fin qui tutto liscio, se non fosse che… mmm, ho molti dubbi a riguardo.
Da un lato abbiamo due squadre votate all’attacco, capaci di accendersi e di segnare a raffica; dall’altro, partite così pesanti spesso finiscono per bloccarsi sul più bello. Il mio cervello mi dice che sarà una battaglia tattica, ma il cuore (e un pizzico di scaramanzia) mi spingono a un verdetto preciso: credo che uscirà un pareggio.
- Il mio pronostico: 1-1. Un pareggio che non accontenterà nessuno. Tiè!
Juventus – Lazio: l’eterno dilemma tra euforia e realtà
E arriviamo alla seconda portata: Juventus – Lazio. La Vecchia Signora arriva a questo appuntamento dopo una vittoria sul filo di lana in Europa League (giovedì soffertissima quanto volete, ma pur sempre vittoria); dall’altra parte, una Lazio in gran forma e pronta a dare battaglia.
Ora, lo ammetto senza vergogna: io ho un grosso difetto, mi esalto (e mi deprimo) alla velocità della luce. La vittoria di giovedì sera mi ha gasato a mille e il mio ottimismo cronico ha preso il sopravvento. Volete la fredda analisi? No, oggi vince l’istinto. Prevedo una prova di forza.
- Il mio pronostico: 2-0 bianconero. E non se ne parla più!

Il polpo Paul a volte sembra confuso (provate voi a vivere sott’acqua), ma fidatevi se ne intende eccome!!! La parola a Polpo Paul!
E adesso la parola passa al nostro cefalo preferito. Dopo un’attenta meditazione a mollo nella sua vasca e qualche tentacolo agitato di troppo, ecco i Paul-nostici ufficiali:
🐙 Milan – Atalanta: 2-2
«Caro mio, altro che 1-1 bloccato! Io vedo fuochi d’artificio, ribaltamenti di fronte e difese colte di sorpresa. Finirà in parità, sì, ma con quattro gol e uno spettacolo totale!»
🐙 Juventus – Lazio: 1-0
«Sento la tua solita euforia post-coppa, ma qui serve un pizzico di realismo in più. La Lazio non regalerà nulla e sarà una sofferenza pura. Vittoria di misura per la Juve, di cortomuso puro: un 1-0 patito fino al 95′!»
A voi i commenti: da che parte state per questo turno? Seguirete il mio ottimismo da tifoso o vi affidate all’occhio clinico (e tentacolato) di Paul?
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Chi ha fatto palo? Stagione 2017-18: L’indimenticabile Benevento
La stagione 2017/18 è stata la prima storica partecipazione del Benevento Calcio nel campionato di Serie A.
Dopo una prima parte di stagione caratterizzata da ben 14 sconfitte consecutive, la gestione di Roberto De Zerbi (subentrato a Marco Baroni alla 10ª giornata) portò un gioco espressivo (NdD: non sapevo che aggettivo usare con de Zerbi!!) e l’arrivo di rinforzi di rilievo nel mercato di gennaio.
Benevento Stagione: 2017/2018
Formazione Tipo (Modulo 4-3-3 – Gestione De Zerbi)
Ruolo Titolare Alternative Principali POR Puggioni Brignoli, Belec TD Sagna Venuti, Gyamfi DC Djimsiti Antei, Billong DC Toșca Lucioni, Costa TS Letizia Di Chiara, Lazaar CC Sandro Cataldi, Del Pinto CC Viola Memushaj, Chibsah TRQ / CC Đuričić D’Alessandro ED Guilherme Brignola, Ciciretti ES D’Alessandro Lombardi, Parigini ATT Diabaté Coda, Iemmello, Pușcaș Staff Tecnico
- Allenatore: Marco Baroni (1ª–9ª giornata), poi Roberto De Zerbi (10ª–38ª giornata)
- Presidente: Oreste Vigorito
La mitica stagione 2017/18 nel dettaglio
La prima storica stagione del Benevento in Serie A si concluse con la retrocessione in Serie B, arrivata matematicamente alla 34ª giornata, chiudendo il campionato al 20° e ultimo posto con 21 punti.
Nonostante l’amaro epilogo della retrocessione, il girone di ritorno della squadra lasciò un segno indelebile nell’immaginario dei tifosi e degli appassionati, trasformando una stagione apparentemente “maledetta” in una cavalcata d’orgoglio e bel gioco sotto la guida di Roberto De Zerbi.
📊 I Numeri della Stagione
- Posizione finale: 20° posto (Retrocessa in Serie B)
- Punti totali: 21 (6 vittorie, 3 pareggi, 29 sconfitte)
- Gol fatti / subiti: 33 gol fatti, 84 subiti
- Capocannoniere: Cheick Diabaté (8 gol in sole 11 presenze)
📉 L’inizio da Record Negativo (1ª–14ª Giornata)
La prima parte di stagione, sotto la guida di Marco Baroni e poi nelle prime uscite di Roberto De Zerbi, fu un incubo dal punto di vista dei risultati:
- Il Benevento inanellò 14 sconfitte consecutive nelle prime 14 partite, stabilendo un record negativo assoluto per i cinque principali campionati europei.
⚽ Il Punto della Svolta: Benevento-Milan 2-2
Il 3 dicembre 2017 (15ª giornata) arrivò il primo, storico punto in Serie A con una dinamica da film:
- Sotto 1-2 al 95′ contro il Milan (al debutto in panchina di Gennaro Gattuso), il portiere Alberto Brignoli salì in area di rigore avversaria su calcio di punizione e siglò il gol del 2-2 di testa.
- Un momento diventato istantaneamente virale in tutto il mondo del calcio.
🚀 Il Riscatto del Girone di Ritorno
Nel mercato di gennaio la società intervenne pesantemente sul mercato (arrivi di Sandro, Đuričić, Guilherme, Puggioni, Sagna e Diabaté). Con l’assimilazione delle idee tattiche di De Zerbi, la squadra cambiò radicalmente volto:
- Prima vittoria storica: Il 30 dicembre 2017 (19ª giornata), 1-0 contro il ChievoVerona firmato Massimo Coda.
- L’exploit di Diabaté: L’attaccante maliano arrivò a gennaio e stampò una media realizzativa straordinaria (8 gol), mettendo a segno doppiette contro Verona, Juventus e Sampdoria.
- Il colpo a San Siro: Il 21 aprile 2018, nonostante la retrocessione ormai quasi certa, il Benevento vinse 0-1 in casa del Milan grazie alla rete di Pietro Iemmello.
👏 Il commiato con gli applausi
Nonostante la retrocessione aritmetica arrivata proprio nella giornata della vittoria a San Siro (per via dei risultati degli altri campi), il pubblico del Ciro Vigorito salutò la squadra e mister De Zerbi con lunghi applausi fino all’ultima giornata, apprezzando il gioco d’attacco, la dignità e la combattività mostrate in tutto il girone di ritorno.