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UEFA Nations League 2027 – Francia 1 – 1 Italia: Orgoglio Azzurro a Parigi! Chapeau, ragazzi!!
Chapeau! Tanto di cappello!
I ragazzi italiani — e no, non sto parlando del celebre (??) complesso musicale — ieri sera hanno sfoderato una prestazione di alto livello, riuscendo a portare a casa un prezioso pareggio in casa della Francia, che era già pronta a festeggiare sul nostro “cadavere” l’esordio di Zidane.
Invece, un monumentale Donnarumma (ma non è che sia ancora il portiere più forte al mondo?), un arrembante Bastoni (autore del gol del pareggio) e il pendolino Kayode (che ha finalmente mandato in pensione Di Lorenzo), uniti a un’ottima prova corale, hanno reso nuovamente noi tifosi orgogliosi di questa squadra e del Mancio che ne è alla guida.
Unica nota stonata: il gol sbagliato a inizio partita da Moise Kean. In quell’occasione era più facile metterla dentro che farsela parare da Maignan, ma non viviamo di rimpianti…
…altrimenti mi girerebbero ancora le palle al pensiero che quest’estate abbiamo saltato il terzo Mondiale consecutivo. Quando, diciamocelo, con una prestazione appena “decente” avremmo potuto spazzare via la modesta Bosnia (che ieri, comunque, ha pareggiato in casa con la Svezia grazie al gol del bianconero Alajbegović; e sempre in tema di gol “juventini”, da sottolineare la splendida doppietta di Adžić con il Montenegro!).

Debbo inginocchiarmi davanti alle 8 ginocchia di Paul che aveva subodorato un 1-1 finale. Complimenti amico cefalopode. Lunedì ci aspetta il match di ritorno contro una Turchia in crisi. Potrebbe essere la vittima sacrificale ideale e la conferma del nostro ottimo stato di forma, ma guai a sottovalutare l’orgoglio ottomano.
Ci vorrà l’ennesima prova di carattere da parte dei nostri ragazzi che, passo dopo passo, stanno tornando a farsi amare da tutti noi tifosi.
Grazie, ragazzi!
Ne avevamo davvero bisogno!
Il tabellino di Francia – Italia
FRANCIA (4-3-3): Maignan; Kalulu, Upamecano, Jacquet, Truffert; Cherki (76′ Camavinga), Da Cunha (87′ Lacroix), Rabiot; Olise, Dembélé, Doué (76′ Barcola)
A disposizione: Restes, Butez, Koundé, Koné, Diouf, Yoro, Akliouche, Lepaul.
Allenatore: Zinedine Zidane
ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Kayode, Bastoni, Scalvini, Calafiori; Tonali (62′ Barella), Fagioli, Frattesi (80′ Doumbia); Kean, Pio Esposito (62′ Vergara), Se. Esposito (80′ Maldini).
A disposizione: Carnesecchi, Vicario, Ruggeri, Ricci, Scamacca, Zoma, Doumbia, Di Lorenzo, G. Mancini.
Allenatore: Roberto Mancini
Marcatori: 55′ Olise (F), 68′ Bastoni (I)
Ammoniti: 54′ Fagioli (I)
Espulsi: 85′ Upamecano (F)
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UEFA Nations League 2027 – Sfida ai giganti: l’Italia affronta la Francia senza Mbappé
E stasera ci aspetta la corazzata Francia. Nonostante sia priva del fenomenale Mbappé, la rosa dei transalpini incuterebbe paura al 99% delle nazionali al mondo (Spagna esclusa… forse).
Come finirà?
Dando un’occhiata alle probabili formazioni della vigilia, il divario di talento, esperienza e fisicità appare evidente:
ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Kayode, Scalvini/Mancini, Bastoni, Calafiori; Barella/Frattesi, Tonali, Fagioli; Kean, Pio Esposito/Scamacca, Sebastiano Esposito. Ct: Mancini
FRANCIA (4-3-3): Maignan; Koundé, Upamecano, Jacquet, Truffert; Cherki, Da Cunha, Koné; Olise, Dembelé, Doué. Ct: Zidane
Il centrocampo azzurro ha qualità da vendere e la coppia Bastoni-Calafiori dietro dà buone garanzie, ma l’imprevedibilità del tridente Olise-Dembelé-Doué e il dinamismo della mediana francese rischiano di metterci a dura prova.
La ragione mi porta a prevedere una vittoria transalpina per 2-0.
Ma, da italiano e appassionato, spero con tutto il cuore di venire smentito e stupito da una prestazione mostruosa e di puro orgoglio dei nostri beniamini.
🐙 Il Paul-nostico
E il nostro celeberrimo Polpo Paul che ne pensa?

Il polpo Paul che tituba? Non lo credevo possibile davanti a Francia – Italia! Con il suo solito fare enigmatico, il mollusco più famoso del web ha fluttuato a lungo nella sua vasca prima di prendere una decisione. Ha snobbato la cozza posizionata nella vaschetta con la bandiera tricolore, ha finto di avvicinarsi a quella con il Tricolore francese, e poi… ha piazzato un tentacolo deciso sul contenitore dell’Under 2.5, lasciando persino scivolare una ventosa sulla scatola del pareggio.
Insomma, secondo il nostro oracolo con le ventose, non sarà affatto una scampagnata per i francesi: ci attende una partita bloccata, tesa, decisa dai dettagli. Che stia fiutando un 1-1 con un’impresa difensiva dei nostri?
Stasera il verdetto del campo.
Tu che pronostico fai? Faccelo sapere nei commenti!
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Fenomeni per 90 minuti: l’irrimediabile schizofrenia del tifoso italiano
Noi italiani siamo incredibili.
Siamo il popolo degli eccessi: passiamo dallo sconforto più totale all’esaltazione infinita nel giro di novanta minuti.
Dopo la vittoria per 4-1 contro una Turchia allo sbando, per molti “esperti” siamo già pronti a vincere a mani basse la Nations League, il Mondiale 2030 ed ogni edizione dell’Europeo da qui ai prossimi cinquant’anni. Kayode è diventato d’un tratto Roberto Carlos, Pio Esposito il nuovo Cristiano Ronaldo e Sebastiano Esposito una versione con più garra di Michael Olise.

E perché non 50??? Non voglio dire che si sia vista una brutta partita, anzi. Il primo tempo è stato ragguardevole, ma… andiamoci piano.
Già domani contro la Francia ci confronteremo con un’avversaria di ben altra stazza. Non disperiamoci se non riusciremo a segnare tre gol nei primi 45 minuti e, soprattutto, non esaltiamoci oltre misura se dovesse arrivare una vittoria. Il percorso di Mancini è ancora lungo e pieno di insidie: ci saranno fisiologici alti e bassi.
Sto dicendo ovvietà? Per qualsiasi persona dotata di un minimo di buonsenso: sì. Ma per il tifoso medio questo concetto è più ostico di una dissertazione di Emmanuel Kant.
Il calcio in Italia — ormai seguito quasi solo dai più agés (qui ho sfoggiato acume), perché (fortunatamente) ai giovani frega sempre meno — viene vissuto con un fervore peggiore di quello di un integralista religioso. Una questione di vita o di morte.
E poi ci sono i soliti, incrollabili mantra. Tipo quello secondo cui un ragazzo di 18 anni non può giocare ad alti livelli: ma come si permette di calciare un pallone ad altissimo livello se ha appena preso la patente?
Tutto viene estremizzato, scivolando spesso nel ridicolo. Diatribe infinite tra interisti e juventini, l’eterno dualismo tra sostenitori di Mazzola o Rivera, le faide tra romanisti e laziali… Obiettività: pervenuta zero.
“Questo è il tifo!”, risponderà qualcuno. Certo, ma oltre una certa soglia non è più tifo: è solo follia, e nemmeno troppo lucida.
Che dire, quindi?
Venerdì sono davvero curioso di vedere all’opera la Nazionale. E no, non è una cosa che mi capita così spesso. Significa che qualcosa Mancini è riuscito a smuoverlo, perfino nel nostro disincantato animo da tifosi.
Che risultato prevedo? Beh, scriverò un pezzo ad hoc non appena si capirà chi scenderà davvero in campo.
P.S. Comunque, quanto mi manca la nostra squallida Serie A!
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UEFA Nations League 2027 – La luce in fondo al tunnel: Turchia 1 – 4 Italia
1-4, ragazzi! Che ci crediate o no: la Nazionale Italiana di calcio può vincere!
Ci eravamo quasi convinti che esistesse una regola non scritta pronta ad imporre agli Azzurri di deludere sempre e comunque.
Invece ci sbagliavamo.
Prima di passare all’analisi del match, però, urge un doveroso disclaimer (che non so cosa significhi, ma mi sono ispirato alla parola scalper letta ieri in un post su FB! Faceva così figo!): evitiamo di pensare di aver già vinto il Mondiale 2030 solo per aver azzeccato una grande prestazione!
Noi italiani soffriamo storicamente di “eiaculazione calcistica precoce”, lo sappiamo fin troppo bene.
Allo stesso tempo, però, non dobbiamo commettere l’errore opposto: sminuire le tante cose buone viste in campo: un primo tempo praticamente perfetto non può e non deve passare in secondo piano.

Bravi ragazzi! Finalmente un’ottima prestazione! Fiero di voi Come dite? “La Turchia è una squadra di scappati di casa in cui si salva solo Arda Güler?”
Effettivamente la selezione di Montella ieri sera non è proprio pervenuta, nonostante a sostenerla ci fosse uno dei pubblici più caldi e rumorosi dell’intera Anatolia — quello di Bursa (con tanto di stadio a forma di coccodrillo, fantastico!).
Va detto, però, che nel match precedente di Nations League la Turchia aveva messo in serie difficoltà la fortissima Francia, uscita vincitrice soltanto per 1-0…
Va bene, d’accordo: ogni partita fa storia a sé. Limitiamoci quindi ad analizzare ciò che abbiamo visto ieri sera.
Mancini ha avuto il coraggio di osare.
Ha tenuto fuori chi in Nazionale non stava più rendendo (i vari Mancini, Di Lorenzo, Barella…) per spalancare le porte a volti nuovi e debuttanti, Kayode e Ruggeri su tutti. I due terzini sono stati travolgenti nel primo tempo, spingendo con sovrapposizioni continue che hanno mandato in tilt la retroguardia turca. Menzione speciale per Raspadori, straordinario nei primi 45 minuti: muovendosi tra le linee ha fatto ammattire difesa e centrocampo ottomani.
Fenomenale anche l’apporto di Frattesi: le sue doti di inserimento lo hanno portato a siglare il secondo gol al termine di un’azione corale degna della Spagna dei tempi d’oro.
Ottima, infine, la prestazione dei fratelli Esposito in attacco. Pio è già arrivato a quota 6 gol in 11 presenze: numeri pesanti per un reparto offensivo storicamente asfittico (oh, concedetemi la parola colta!).

Un 11 ribaltato rispetto al match con il Belgio. Tante liete sorprese! Abbiamo quindi trovato la soluzione a tutti i nostri mali in soli 90 minuti?
Come dicevo poco sopra: andiamoci piano!
Però una cosa è certa: dopo aver toccato il fondo, forse abbiamo finalmente imboccato la risalita.
L’Europeo del 2021 ci aveva illusi, gli anni successivi ci hanno completamente abbattuti. Ora servono equilibrio e pazienza.
Non saremo ancora al livello dei colossi mondiali (Spagna, Francia, Argentina…), ma non siamo nemmeno inferiori a Bosnia o Macedonia del Nord.
Rendiamocene conto e, per favore, proviamo a qualificarci a un Mondiale prima che la mia giovinezza (posso ancora parlare di gioventù facendo riferimento alla mia veneranda età ?) giunga al termine! 🙂
Forza Azzurri, sempre!
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Chi ha fatto palo? Tra Sconosciuti e Fuori Ruolo: Il Fantacalcio della Nazionale
Forse mi sto sbagliando. Forse la sto facendo troppo facile: col senno del poi siamo tutti capaci di indovinare i pronostici.
Ma, parlando con onestà: la Nazionale schierata da Mancini l’altra sera quante possibilità aveva di spuntarla contro il Belgio?
Coppola del Paris FC al centro della difesa, Calafiori adattato a fare il laterale di sinistra (chiamarlo terzino è un parolone), Di Lorenzo a destra nel suo ruolo naturale — ma che in azzurro continua a deludere —, e poi Romano a centrocampo: quattro presenze in Serie A e zero esperienza internazionale, buttato nella mischia al fianco di un Tonali palesemente fuori forma. Per finire, Kean largo a destra, in una posizione dove non ha mai giocato in carriera.

Tolto Donnarumma… rimane il senso di colpa 🙂 Delle due l’una: o Mancini è un genio incompreso, oppure c’è qualcosa che non va.
Troppi giocatori fuori ruolo o semplicemente non adatti ad affrontare una squadra solida e strutturata come il Belgio.
Gli esperimenti non si fanno durante le partite ufficiali, ma questo non dovremmo certo essere noi a spiegarlo a un allenatore professionista. È un’ovvietà — o almeno dovrebbe esserlo.
Invece noto tanta, troppa confusione.
“In Italia non giocano i giovani?” “E allora io vi convoco degli sconosciuti per dimostrarvi il contrario!”. Zoma??? Ma da dove cavolo l’ha scovato? Doumbia? Kouadio? (Al quale, lasciatemelo dire, va riconosciuto un nome che ricorda in modo sinistro una maestosa bestemmia).
Non so se sia una provocazione bella e buona, una presa in giro verso i tifosi o una serie di mosse geniali che noi semplici mortali non riusciamo a cogliere.
Nel frattempo, apro i giornali e leggo: Ceferin e il “caso” Malagò: “Euro 2032 a rischio? Le ingerenze politiche minano la fiducia della UEFA”.
Ma c’è ancora qualcosa che si salva nel nostro amato (o sopportato?) calcio?
Io faccio davvero fatica a trovare un solo motivo di ottimismo…
Aiutatemi voi.
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UEFA Nations League 2027: Italia 0 – 2 Belgio. Non è colpa del CT: il vuoto spinto del calcio italiano
Premessa doverosa: mi sono addormentato guardando la partita della Nazionale, ma ho visto comunque uno scempio calcistico.
Lo 0-2 finale a favore del Belgio è un punteggio che, per lunghi tratti del primo tempo, avrebbe potuto assumere contorni ben più pesanti.
Eppure, contrariamente alla narrazione che si legge in giro, anche gli Azzurri hanno avuto le loro occasioni per sbloccare o riaprire il risultato: buoni i primi dieci minuti, un ottimo quarto d’ora all’inizio della ripresa e un errore clamoroso, solo sulla linea di porta, di Scalvini a match ormai concluso.

Vai con Pio?? padre Pio? Ah sì ok ci vorrà proprio un miracolo per risollevarci. È poco? Sì, per come eravamo abituati a pensare e a parlare della nostra Nazionale è decisamente poco. Ma dobbiamo aprire gli occhi: questo è ciò che passa il convento, questo è il materiale su cui il CT può lavorare.
Non smetterò mai di ripeterlo: cosa pretendete che possa fare un commissario tecnico se non ha giocatori di livello tra le mani?
Abbiamo già “bruciato” Spalletti e Gattuso; spero non crediate che per il Mancio il destino sarà diverso.
Andando un po’ più nel dettaglio del match:
- Donnarumma: solida prestazione, unico vero fuoriclasse della nostra rosa.
- Calafiori: si è salvato, considerata la totale inconsistenza del reparto difensivo al suo fianco.
- Cambiaghi: frizzante sulla fascia, ha proposto diversi spunti interessanti.
Il resto della squadra? Ampiamente insufficiente.

La notte di Pio. Ma sono del mestiere questi? Soprattutto a centrocampo, dove Barella, Tonali e Romano sono risultati del tutto incapaci di fronteggiare i dirimpettai dei Diavoli Rossi. Ieri sera persino De Bruyne è sembrato ancora un giocatore di calcio!
Parlando del Belgio: mi ha impressionato Lukebakio (attualmente al Benfica): che corsa, che gamba! A 29 anni potrebbe essere un innesto interessante per diverse squadre italiane. Molto bene anche Godts, nuovo acquisto del PSG (e quindi già inavvicinabile per il nostro campionato), il già citato De Bruyne — apparso con tutt’altro spirito rispetto alle ultime uscite — e il portiere del Manchester United, Lammens.
Mancini ha tanto da lavorare? No, non credo. Credo debba piuttosto pregare. Pregare che nascano nuovi talenti e che, nel giro di una ventina d’anni, ci sia una nuova generazione pronta per la Nazionale (lui con ogni probabilità sarà già a godersi una dorata pensione)
E per favore, non raccontatemi la solita solfa delle nazionali giovanili. “Nelle giovanili noi italiani…” Ma nelle giovanili cosa?! Cosa contano? Ormai manco l’Under 21 è più indicativa della salute di un movimento. Nelle altre nazioni, un giocatore di vero talento gioca in Nazionale maggiore già a 18 anni.
Sveglia!
“L’è tutto da rifare” e non saranno certo Mancini o Malagò a risollevare un movimento allo sfacelo.
Ah, e poi vi lamentate tutti dell’Italia del volley… Voi manco le bocce meritate di guardare in TV.
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In Ricordo di Elena Pero: La Grazia, il Ritmo e la Voce del Nostro Tennis
Ci mancherai, Elena.
Ci mancherà quella voce dolce e impeccabile che per decenni ha scandito i momenti più iconici della racchetta mondiale.

Un forte abbraccio a tutti i tuoi cari. Tutto il mondo dello sport e del giornalismo sta piangendo la scomparsa di Elena Pero, venuta a mancare a 60 anni dopo aver lottato con incredibile dignità contro una lunga malattia, lavorando finché le forze glielo hanno consentito.
Un forte abbraccio ai tuoi cari.
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Campionati Europei Maschili di Volley 2026: Una lacrima a Torino: l’Italvolley crolla inaspettatamente contro la Finlandia (2-3)
Sono deluso. Profondamente deluso.
Non avrei mai creduto possibile una sconfitta degli Azzurri contro la Finlandia. Avevo pronosticato un 3-0: combattuto, per carità, ma perentorio.
Forse anche qualcuno in campo, dopo la conquista del primo set, ha dato il risultato per scontato. E invece, dopo aver ceduto il secondo parziale ai vantaggi (26-28), è iniziato il tracollo.

Sono deluso… ma grazie lo stesso ragazzi! Il terzo set è stato un monologo finnico, con un’Italia completamente in bambola. Poi la reazione d’orgoglio nel quarto e, infine, un’altalena letale nel quinto. Perdere un tie-break dopo essere stati in vantaggio 11-8 — per una squadra campionessa del mondo — era semplicemente inimmaginabile.
Inutile accanirsi sui singoli: tutta la squadra ha sottoperformato. Le serate storte capitano, purtroppo, ma ad acuire l’amarezza c’è il fatto che sia successo in casa, davanti al pubblico di Torino (che, ad onor del vero, è parso più occupato a cantare durante i time-out che a sostenere davvero la squadra nei momenti critici).
I numeri spiegano la débâcle:
- Servizio inefficace: troppi errori e appena un paio di ace in cinque set.
- Ricezione colabrodo: la linea difensiva non ha mai garantito la dovuta solidità.
- Attacco spuntato: la (quasi) assenza di Michieletto si è fatta sentire pesantemente.
- Panchina corta: gli innesti a gara in corso non sono riusciti a cambiare l’inerzia del match.
Onore al merito alla Finlandia: una squadra dura, compatta, ordinata, che ha ampiamente meritato la vittoria.
E adesso?
Ora non resta che rimboccarsi le maniche e tornare a lavorare duramente in vista del Mondiale 2027.
Forza ragazzi: non si può vincere sempre!
Siete dei giocatori fenomenali, ricordatelo.
Ma una lacrima lasciatemela spendere…