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Chi ha fatto palo? Juventus 0-3 Lazio: Ennesimo insulto alla nostra storia
Stupido io che mi ero illuso.
Stupido io che sono un tifoso “ignorante”, di quelli che ancora sperano che la Juventus sia la squadra con cui sono cresciuto: orgogliosa, spietata, affamata, incapace di arrendersi senza combattere.
Stupido io. Ma no, non sono solo!
Siamo in milioni a essere cascati di nuovo nella stessa trappola, a credere che bastasse una fiammata o il nome sulla maglia per ritrovare l’anima di un tempo.
Lo 0-3 subito stasera contro la Lazio non è solo una sconfitta: mi ha fatto semplicemente schifo. È stato uno spettacolo indegno, un’umiliazione casalinga che pesa come un macigno e che cancella qualsiasi scusa o alibi tattico.
In questo momento non ho né la forza né la voglia di mettermi a fare l’analisi tattica del match, di parlare di moduli, cambi tardivi o diagonali difensive sbagliate.
Userei toni troppo pesanti, e l’unica cosa che otterrei sarebbe quella di avvelenarmi ancora di più il fegato.
Ma la sensazione che resta dentro è una sola, ed è un macigno difficilissimo da mandare giù: che delusione, cazzo.
Vedere una squadra che passeggia, che subisce senza reagire, che sfoggia una superficialità disarmante di fronte a un passivo così pesante è un pugno nello stomaco per chi questa maglia la ama davvero.
Ci sono momenti in cui si può perdere, perché il calcio è questo. Ma c’è modo e modo. Stasera abbiamo visto la rinuncia, la mancanza di rispetto per la storia di questo club e per chi spende soldi, tempo e passione per sostenere questi colori.
Una sola verità emerge da questa notte buia: non siete degni di portare quella maglia.
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Pronostico vs Paul-nostico: il verdetto della settimana tra big match e gufate (o quasi)
Come ogni settimana, amici di Nostro Viaggio, non può mancare l’appuntamento più atteso, temuto e spietato del web: la supersfida tra il sottoscritto e il nostro oracolo di ventose preferito: Polpo Paul!
Per questo turno ho scelto due veri e propri piatti forti del nostro campionato. Mettetevi comodi, che qui si balla tra tattica, cuore e qualche sano eccesso di entusiasmo.
Le sfide di cartello
- Milan – Atalanta
- Juventus – Lazio
Bando alle ciance, vado subito con i miei pronostici.
Milan – Atalanta: lo scontro tra titani (del gol)
Il Milan e l’Atalanta arrivano a questo scontro diretto dopo aver timbrato il cartellino con due vittorie nei rispettivi turni di coppa. Fin qui tutto liscio, se non fosse che… mmm, ho molti dubbi a riguardo.
Da un lato abbiamo due squadre votate all’attacco, capaci di accendersi e di segnare a raffica; dall’altro, partite così pesanti spesso finiscono per bloccarsi sul più bello. Il mio cervello mi dice che sarà una battaglia tattica, ma il cuore (e un pizzico di scaramanzia) mi spingono a un verdetto preciso: credo che uscirà un pareggio.
- Il mio pronostico: 1-1. Un pareggio che non accontenterà nessuno. Tiè!
Juventus – Lazio: l’eterno dilemma tra euforia e realtà
E arriviamo alla seconda portata: Juventus – Lazio. La Vecchia Signora arriva a questo appuntamento dopo una vittoria sul filo di lana in Europa League (giovedì soffertissima quanto volete, ma pur sempre vittoria); dall’altra parte, una Lazio in gran forma e pronta a dare battaglia.
Ora, lo ammetto senza vergogna: io ho un grosso difetto, mi esalto (e mi deprimo) alla velocità della luce. La vittoria di giovedì sera mi ha gasato a mille e il mio ottimismo cronico ha preso il sopravvento. Volete la fredda analisi? No, oggi vince l’istinto. Prevedo una prova di forza.
- Il mio pronostico: 2-0 bianconero. E non se ne parla più!

Il polpo Paul a volte sembra confuso (provate voi a vivere sott’acqua), ma fidatevi se ne intende eccome!!! La parola a Polpo Paul!
E adesso la parola passa al nostro cefalo preferito. Dopo un’attenta meditazione a mollo nella sua vasca e qualche tentacolo agitato di troppo, ecco i Paul-nostici ufficiali:
🐙 Milan – Atalanta: 2-2
«Caro mio, altro che 1-1 bloccato! Io vedo fuochi d’artificio, ribaltamenti di fronte e difese colte di sorpresa. Finirà in parità, sì, ma con quattro gol e uno spettacolo totale!»
🐙 Juventus – Lazio: 1-0
«Sento la tua solita euforia post-coppa, ma qui serve un pizzico di realismo in più. La Lazio non regalerà nulla e sarà una sofferenza pura. Vittoria di misura per la Juve, di cortomuso puro: un 1-0 patito fino al 95′!»
A voi i commenti: da che parte state per questo turno? Seguirete il mio ottimismo da tifoso o vi affidate all’occhio clinico (e tentacolato) di Paul?
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Chi ha fatto palo? Stagione 2017-18: L’indimenticabile Benevento
La stagione 2017/18 è stata la prima storica partecipazione del Benevento Calcio nel campionato di Serie A.
Dopo una prima parte di stagione caratterizzata da ben 14 sconfitte consecutive, la gestione di Roberto De Zerbi (subentrato a Marco Baroni alla 10ª giornata) portò un gioco espressivo (NdD: non sapevo che aggettivo usare con de Zerbi!!) e l’arrivo di rinforzi di rilievo nel mercato di gennaio.
Benevento Stagione: 2017/2018
Formazione Tipo (Modulo 4-3-3 – Gestione De Zerbi)
Ruolo Titolare Alternative Principali POR Puggioni Brignoli, Belec TD Sagna Venuti, Gyamfi DC Djimsiti Antei, Billong DC Toșca Lucioni, Costa TS Letizia Di Chiara, Lazaar CC Sandro Cataldi, Del Pinto CC Viola Memushaj, Chibsah TRQ / CC Đuričić D’Alessandro ED Guilherme Brignola, Ciciretti ES D’Alessandro Lombardi, Parigini ATT Diabaté Coda, Iemmello, Pușcaș Staff Tecnico
- Allenatore: Marco Baroni (1ª–9ª giornata), poi Roberto De Zerbi (10ª–38ª giornata)
- Presidente: Oreste Vigorito
La mitica stagione 2017/18 nel dettaglio
La prima storica stagione del Benevento in Serie A si concluse con la retrocessione in Serie B, arrivata matematicamente alla 34ª giornata, chiudendo il campionato al 20° e ultimo posto con 21 punti.
Nonostante l’amaro epilogo della retrocessione, il girone di ritorno della squadra lasciò un segno indelebile nell’immaginario dei tifosi e degli appassionati, trasformando una stagione apparentemente “maledetta” in una cavalcata d’orgoglio e bel gioco sotto la guida di Roberto De Zerbi.
📊 I Numeri della Stagione
- Posizione finale: 20° posto (Retrocessa in Serie B)
- Punti totali: 21 (6 vittorie, 3 pareggi, 29 sconfitte)
- Gol fatti / subiti: 33 gol fatti, 84 subiti
- Capocannoniere: Cheick Diabaté (8 gol in sole 11 presenze)
📉 L’inizio da Record Negativo (1ª–14ª Giornata)
La prima parte di stagione, sotto la guida di Marco Baroni e poi nelle prime uscite di Roberto De Zerbi, fu un incubo dal punto di vista dei risultati:
- Il Benevento inanellò 14 sconfitte consecutive nelle prime 14 partite, stabilendo un record negativo assoluto per i cinque principali campionati europei.
⚽ Il Punto della Svolta: Benevento-Milan 2-2
Il 3 dicembre 2017 (15ª giornata) arrivò il primo, storico punto in Serie A con una dinamica da film:
- Sotto 1-2 al 95′ contro il Milan (al debutto in panchina di Gennaro Gattuso), il portiere Alberto Brignoli salì in area di rigore avversaria su calcio di punizione e siglò il gol del 2-2 di testa.
- Un momento diventato istantaneamente virale in tutto il mondo del calcio.
🚀 Il Riscatto del Girone di Ritorno
Nel mercato di gennaio la società intervenne pesantemente sul mercato (arrivi di Sandro, Đuričić, Guilherme, Puggioni, Sagna e Diabaté). Con l’assimilazione delle idee tattiche di De Zerbi, la squadra cambiò radicalmente volto:
- Prima vittoria storica: Il 30 dicembre 2017 (19ª giornata), 1-0 contro il ChievoVerona firmato Massimo Coda.
- L’exploit di Diabaté: L’attaccante maliano arrivò a gennaio e stampò una media realizzativa straordinaria (8 gol), mettendo a segno doppiette contro Verona, Juventus e Sampdoria.
- Il colpo a San Siro: Il 21 aprile 2018, nonostante la retrocessione ormai quasi certa, il Benevento vinse 0-1 in casa del Milan grazie alla rete di Pietro Iemmello.
👏 Il commiato con gli applausi
Nonostante la retrocessione aritmetica arrivata proprio nella giornata della vittoria a San Siro (per via dei risultati degli altri campi), il pubblico del Ciro Vigorito salutò la squadra e mister De Zerbi con lunghi applausi fino all’ultima giornata, apprezzando il gioco d’attacco, la dignità e la combattività mostrate in tutto il girone di ritorno.
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Europa League 26/27: Woltemade, Kolo Muani… cadi dal cielo come un capolavoro!
Ancora non ci credo: gol nel secondo tempo di Nick Woltemade e poi Randal Kolo Muani in pieno recupero per ribaltare tutto.
Vittoria in terra Galiziana per 1-2 dei bianconeri e 3 punti d’oro portati a casa!
No, tranquilli, non sto scherzando. E cazzo, non vi sto nemmeno prendendo in giro — vi basta fare una rapida ricerca su internet se non vi fidate, porca miseria!
Ammetto però una cosa: non sono riuscito a festeggiare nessuno dei due gol.
- Il primo, mentre il gigante tedesco la metteva dentro, me lo sono perso perché ero in bagno a fare la pipì (potevo tralasciare questo dettaglio? Il blog è mio e ci scrivo quello che mi pare).
- Il secondo, beh… pensare che Kolo Muani potesse segnare per due partite consecutive, che fosse in posizione regolare, dopo aver assistito all’ennesima prestazione incolore… ecco, il mio cervello semplicemente si rifiutava di elaborare il tutto come un fatto reale!

Il tormentone di questi giorni “applicato” a Kolo Muani: ditemi che non sto sognando 🙂 Diciamocela tutta: il Celta Vigo è una squadra ignobile.
Si sono meritati questa bastonata al 92’, a distanza di 26 anni da quel nefasto 4-0 che ancora mi fa venire travasi di bile a ricordarlo. Una partita a tratti penosa, servita su un piatto d’argento dai soliti cliché della TV.
“Eh, ma il Celta Vigo è la tipica squadra spagnola che non ti fa toccare palla una volta passata in vantaggio!”
Ma quante ne sparano?
Chiedete a Woltemade chi gli ha fatto l’assist per il pareggio: proprio un difensore del tecnicissimo Celta di Vigo!
E poi, se in porta gli avversari schierano un certo Radu (una vecchia conoscenza del nostro campionato), sai già che la frittata è sempre dietro l’angolo. Non essere uscito nell’area piccola sul cross che ha permesso a Kolo Muani di incornare il 2-1 definitivo è stato un regalo di Natale anticipato che, da tifoso bianconero, ho gradito immensamente.

…prima di te non c’era niente di buono! Openda e David 🙂 Ma è stata quindi una buona partita?
Assolutamente NO.
Troppi interpreti hanno disputato un match ampiamente sottotono:
- La coppia Kelly – Gatti al centro della difesa non può essere schierata titolare a questi livelli. Troppe sbavature e poca sicurezza.
- Koopmeiners: mi dispiace ripetermi, ma è risultato nuovamente del tutto inconsistente (e mi limito a questo aggettivo solo perché mi professo lord della Pianura Padana).
- Conceição: dopo un primo tempo disastroso ha disputato una ripresa discreta, ma è uscito dal campo nervosissimo. Con chi ce l’aveva? Spero con se stesso. Il ragazzo, che continua ad avere tutta la mia stima, sta attraversando un periodo davvero no.
- Alajbegović: ieri sera semplicemente non si è mai visto.
Di contro, ci tengo a fare i complimenti a Pape Sarr: in fase di interdizione ha recuperato un numero spropositato di palloni! Non incide quando c’è da impostare o proporre gioco? Non è il suo compito principale, ma spero possa crescere anche nella fase offensiva scendendo in campo con maggiore continuità.
Ora testa al campionato
Sono 3 punti che fanno morale e muovono la classifica in Europa League, ma ora serve voltare pagina.
Torna il campionato!
Domenica ci aspetta la Lazio in casa: un match difficilissimo contro una squadra in gran forma. Speriamo che il buon Gennarino Gattuso decida di darci una mano…
Per la formazione, continuando a parlare di speranze, mi piacerebbe vedere in campo dal primo minuto il buon Zhegrova: Conceição ha un disperato bisogno di rifiatare.
In alternativa, perché non tentare le due punte pesanti?
Vabbè, non fantastichiamo troppo e aspettiamo qualche giorno per scoprire quali carte calerà il nostro Lucky Luciano!
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Europa League 26/27: Primo tempo da incubo: Celta Vigo 1-0 Juventus. Bianconeri scandalosi!
Siamo sotto 1-0 all’intervallo contro il Celta Vigo. Una squadra di scampati di casa, che però sta portando a casa i 3 punti.
Il primo tempo della Juve è stato semplicemente scandaloso.

Svegliatevi, cazzo!!! Atteggiamento da perdenti, scarichi, impauriti, incapaci di abbozzare una reazione che sia una. Il livello tecnico è ai minimi termini: passaggi elementari sbagliati, zero idee negli ultimi trenta metri, movimenti senza palla inesistenti.
Non si salva nessuno!
Dal primo all’ultimo, la Juventus di questa prima frazione di gioco è stata l’emblema del nulla cosmico. Non un tiro in porta, non un sussulto, una prestazione del tutto sconcertante.
E mentre la squadra annaspa in campo, la mente corre inevitabilmente a chi potrebbe dare la scossa.
Metti Zhegr… Ah, no. Giusto. Zhegrova non è nemmeno tra i convocati per l’Europa League, perché gli è stato preferito Cabal.
Ma ci si chiede: quanto bisogna essere sconnessi dalla realtà per fare una scelta simile? Lasciare fuori un giocatore offensivo capace di saltare l’uomo e accendere la luce in un momento di totale buio, a favore di scelte tattiche che in una serata del genere gridano vendetta, è un cortocircuito inspiegabile.
La ripresa richiederà un ribaltamento totale. Di uomini, di testa, ma soprattutto di dignità
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Europa League 26/27: Ottovolante europeo: Juventus, Celta Vigo e i verdetti sottomarini del Polpo Paul
Stasera torna la Juventus in coppa.
Sì, lo so, è soltanto l’Europa League, ma noi tifosi ci accontentiamo… visto il livello da “patronato” dei bianconeri a cui siamo stati abituati ultimamente.
Tra sogni di grandezza ridimensionati e la dura realtà del campo, la seconda competizione europea diventa l’ennesimo banco di prova per capire chi siamo e, soprattutto, dove stiamo andando.
Vado subito con il pronostico, che ovviamente si confronterà con il Paul-nostico del cefalopode più famoso al mondo: il Polpo Paul.
Celta Vigo – Juventus
Non voglio portare sfiga e neanche mettere “le mani avanti”, ma nonostante il Celta Vigo sia attualmente una squadra di bassa classifica della Liga, prevedo un 1-0 a favore della squadra spagnola.
La nostra cronica difficoltà a segnare gol, unita a una manovra che spesso si spegne sulla trequarti avversaria, rischia di fare la gioia della difesa galiziana. Del resto, quando il baricentro si abbassa e la vena realizzativa latita, anche un avversario non irresistibile può diventare una montagna insormontabile.
E Paul cosa ne pensa? Paul si è avvicinato lentamente ai due contenitori del cibo. Ha finto di ignorare quello della Juve, lasciando tutti con il fiato sospeso… ma proprio quando il pessimismo sembrava aver vinto, ha allungato con decisione il tentacolo principale sulla scatola della Juventus, divorando la cozza in un secondo!
Il verdetto di Paul: Vittoria risicata della Juve per 1-0, ribaltando la tua previsione e regalandoci una ventata di insperato ottimismo!

Un Paul con un serioso volto da cefalopode ha previsto la vittoria dei bianconeri. Amico, spero tu abbia ragione! Salisburgo – Milan
Mmm, già che ci sono, visto che la febbre europea non accenna a scendere, mi gioco pure un pronostico per un’altra sfida della serata: Salisburgo – Milan.
In questo caso, la mia previsione vede uno 0-2 netto a favore della squadra rossonera. Un successo esterno che confermerebbe la maggiore abitudine dei rossoneri a gestire i ritmi e le insidie delle notti europee, approfittando di una difesa austriaca che concede sempre qualcosina di troppo alle ripartenze avversarie.
E tu, Paul? Cosa ne pensi?
Qui il mollusco non ha avuto il minimo dubbio. Si è fiondato direttamente e senza esitazioni sul contenitore rossonero.
Il verdetto di Paul: Pieno accordo con te, vittoria netta del Milan con un tranquillo 0-2.
- E tu lettore, da che parte stai: cieca fiducia o disincanto totale? Appuntamento nei commenti per la sezione “Chi ha fatto palo?” di fine match!
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Champions League 26/27 – Caporetto Champions: zero punti, zero scuse
Da quanto leggo sulla prima pagina della Gazzetta, non era mai capitato che in un’unica giornata di Champions League tutte le squadre italiane uscissero sconfitte:
- Inter 3 – 4 Bruges
- Villarreal 3 – 1 Napoli
- Feyenoord 3 – 2 Como
- Roma 3 – 4 Real Madrid
Quattro sconfitte molto diverse tra loro — inutile scendere nei dettagli — ma che fanno riflettere sul livello mediocre del nostro calcio.

4 sconfitte su 4: si è fatta la storia in Champions:-) è quasi un peccato che non abbia contribuito la Juventus Si potrà pure dire che la Roma è stata superiore in tutto (??) al Real Madrid, che il Napoli ha giocato un ottimo primo tempo, che il Como è sceso in campo con la formazione “sbagliata” o che l’Inter ha sprecato troppe occasioni per chiudere il match… Ma la sostanza non cambia: il bilancio finale parla di quattro sconfitte su quattro.
Inutile fare troppa filosofia: questo è, molto banalmente, il calcio!
Io lo dico e lo ripeterò fino allo sfinimento: ciò che conta davvero è il risultato.
Secondo voi, la Grecia vincitrice a sorpresa dell’Europeo 2004 si è mai pentita di aver giocato tutte le partite chiusa in difesa e ripartendo in contropiede?
È ovvio che se, oltre al risultato, si vede anche un gioco spettacolare siamo tutti più contenti (lo spiego a quei poveri decerebrati che non l’avessero capito!) . Ma ci sono delle priorità, nel calcio come nella vita. E nel caso del nostro amato/odiato sport (come in tutti gli sport: lo rispiego ai decerebrati di cui sopra), la priorità è una sola: vincere.
Statistiche con percentuali bulgare di possesso palla, tiri in porta conteggiati con il pallottoliere ed expected goals (un dato che odio cordialmente) non contano nulla se a fine partita i gol della tua squadra sono meno di quelli degli avversari.
Per carità sono trascorse soltanto due giornate, nella nuova stagione di Champions League e c’è ancora tutto il tempo per recuperare ed entrare nella fase ad eliminazione diretta, anche se per le italiane si fa già dura evitare le forche caudine dei playoff.
La situazione attuale in classifica:
- In testa: 9 squadre a punteggio pieno (6 punti)
- Le italiane (ricordando che le prime 8 si qualificano direttamente, mentre dal 9° al 24° posto si va ai playoff):
- 12° Como — 3 punti
- 25° Roma — 1 punto
- 29° Inter — 0 punti
- 32° Napoli — 0 punti
E stasera giocheranno in Europa League:
Salisburgo – Milan
Celta – Juventus
Se ci impegniamo, rischiamo di fare cinquina — se non addirittura tombola — di sconfitte!
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Audience in calo e stadi pieni: il paradosso della Serie A tra prezzi alti e un “giocattolo” che rischia di rompersi
Sui social continuano a rincorrersi voci e allarmismi sui dati d’ascolto del calcio su DAZN, descritti da molti come in drammatico calo.
A dire il vero, consultando testate e fonti più autorevoli non si legge di crolli vertiginosi, bensì di una lieve flessione media intorno all’1,5%.
Come spesso accade in questi casi, giungere a conclusioni chiare, solide e basate su numeri realmente verificati non è semplice. Detto ciò, che il calcio — e in particolare la Serie A — stia attraversando un momento di profonda difficoltà risulta evidente anche ad un presbite.
Come ho già scritto in passato, basta fare un salto nei campetti di periferia per capire l’origine del problema: erba alta, cancelli chiusi, strutture abbandonate e mai calpestate. Quando ero un ragazzino io… un’eternità fa… tutto questo non succedeva quasi mai. Anzi, il campo bisognava conquistarselo con i denti, vista la fila di ragazzi in attesa di giocare.
Ma oggi non mancano soltanto le nuove leve. Senza nulla togliere a realtà emergenti come il Como, vedere club storicamente radicati e dal bacino d’utenza sterminato come Milan e Juventus arrancare nelle posizioni di rincalzo non aiuta di certo le pay-TV a fare abbonati. Allo stesso modo, assistere ad un campionato di Serie A scivolato al quarto o quinto posto per appeal e importanza a livello europeo non incentiva gli investimenti dei tifosi.
Per non parlare di un regolamento che cambia continuamente senza una logica apparente — basti pensare all’evoluzione (e all’uso/disuso sproporzionato) del VAR da una stagione all’altra — disorientando gli appassionati storici e allontanando i nuovi.
Questi dati sulla fruizione televisiva sembrano però confliggere con l’affluenza negli impianti: nelle prime cinque giornate le presenze allo stadio hanno registrato una media di riempimento dell’84% (fonte Calcio e Finanza). Un contrasto singolare, che merita una riflessione.
La verità è che il famoso “spezzatino” di orari non sta affatto creando maggiore audience. Il tifoso medio segue la propria squadra del cuore e, al massimo, dà un’occhiata veloce ai big match.
E diciamoci la verità (sapete che devo concedermi un momento di schiettezza almeno una volta ad articolo): a chi interessa davvero sintonizzarsi per seguire sfide come Frosinone-Udinese o Venezia-Parma, a parte i diretti interessati?
A questo si aggiungono i continui rincari dei listini che, in un contesto socio-economico già complesso per le famiglie italiane, rappresentano un ulteriore disincentivo a sottoscrivere un abbonamento.
Proprio in questi giorni vedo DAZN proporre offerte promozionali (come il piano a 19,99 € al mese, pur con diversi vincoli). Ma mi chiedo: perché non pensare a pacchetti davvero flessibili e segmentati? Ad esempio, la possibilità di acquistare solo le partite della propria squadra del cuore a un prezzo contenuto?
Perché non alleggerire la fruizione tagliando tutti quei ridondanti programmi di “approfondimento” popolati da opinionisti spesso improponibili? Basterebbe un solo telecronista per match, eliminando la seconda voce e riducendo all’essenziale le innumerevoli interviste e le telecamere negli spogliatoi. Chi le guarda davvero?
Con l’evoluzione di Internet e la proliferazione di nuovi canali e piattaforme digitali, la televisione tradizionale sta gradualmente perdendo il suo ruolo centrale nella ricerca dell’informazione e dell’intrattenimento sportivo.
Cosa comporterà tutto questo nel breve e lungo periodo? Al prossimo rinnovo dei diritti TV, si riuscirà davvero a raggiungere o a confermare le cifre del passato e puntare all’agognata soglia del miliardo di euro?
Sarebbe il caso che chi governa il sistema facesse un bagno di realtà.
Ridimensionate le pretese, gente, ridimensionatele… perché a tirare troppo la corda, il giocattolo rischia di rompersi definitivamente.